Tecnologie che vanno sempre più veloci e che diventano sempre più microscopiche.. ogni Mr Ampere vi parla della nuova frontiera delle SIM card, che da micro, a nano, oggi diventano integrate!

 

Un problema di spazio

Nell’era delle nano-tecnologie, ogni millimetro di spazio diventa importante. Gli oggetti smart che ci accompagnano quotidianamente possiedono componenti che tendono a ridurre sempre di più le loro dimensioni. Ricordando i primi telefonini, basti pensare agli spessori e alle forme che avevano, alle antenne, alla SIM card, tutte componenti che con l’avvento degli smartphone sono diventate nano. Prendendo in analisi proprio la SIM card, l’attuale obiettivo dei progettisti di smartphone è quello di renderla essenzialmente una componente integrata al device.

SIM card

SIM card micro e nano

L’azienda britannica ARM, core business realizzazione di microprocessori, ha messo a punto un chip che sostituirebbe l’ingombrante schedina. Questo chip verrebbe integrato nel processore stesso del telefono, andando ad ottimizzare gli spazi e nel contempo riducendo anche i costi associati.

 

Ma a cosa serve la SIM?

Si tratta di un piccola smart card che identifica univocamente un utente delle reti GSM o UMTS, associandolo al proprio operatore telefonico, il quale a sua volta mette a disposizione servizi voce e dati all’utente, proprio tramite la SIM card. Lo scambio di informazioni, tra SIM e device in cui è installata, avviene tramite contatti elettrici. La SIM ha uno spazio di archiviazione e per tale ragione può memorizzare numeri di telefono e messaggi, fino al massimo della sua capienza.

 

Quale evoluzione per le nuove SIM integrate?

L’eredità della SIM card viene dunque raccolta dalla iSIM, che garantirebbe comunque l’esecuzione separata delle azioni sulla SIM dal resto del processore, componente anch’essa, assieme al modem, che dovrebbe nel futuro essere ridotta a un solo chip, sempre in ottica di risparmio e ottimizzazione di costi e spazi.

I vantaggi delle iSIM sono quelli già citati:

  • uno spazio occupato di circa 1 mmq contro i 108 mmq della nano SIM (12,3 mm x 8,8 mm);
  • posizionamento diretto sul processore tramite saldatura, senza bisogno di un alloggiamento specifico apribile all’esterno;
  • un costo di produzione di circa 10 centesimi, contro quello delle SIM che si aggira sull’Euro.
smartphone-SIM

SIM nello smartphone

Come si legge nel comunicato stampa rilasciato da Alex Harrod, manager delle PR della Arm® Kigen™:

Per anni, le SIM card hanno fornito un sistema robusto, affidabile e altamente testato per dare un’identità sicura a telefoni cellulari e altri dispositivi connessi. Tuttavia, per modificare l’operatore di rete, le SIM tradizionali richiedono un accesso fisico nel dispositivo. Nel passaggio ad un mondo fatto di miliardi di dispositivi connessi, di città intelligenti, ambienti rurali connessi e industrie trasformate digitalmente, […] questo non è pensabile. Oltre al problema della gestione fisica delle SIM, i costi e le dimensioni rappresentano un ostacolo all’integrazione di questa tecnologia in dispositivi IoT (Internet of Things). […] L’evoluzione prima nella SIM incorporata (eSIM) e più recentemente nella SIM integrata (iSIM) è essenziale per fornire un’identità sicura ai dispositivi IoT cellulari. […] L’identità sicura è un principio critico di Platform Security Architecture (PSA) di Arm, la prima struttura di settore comune per la creazione di dispositivi connessi sicuri, lanciata alla fine del 2017.

Via libera dunque alle nuove iSIM, sicure, microscopiche ed economiche!

ARM iSIM

ARM iSIM